E’ bello sapere che ci sono delle persone che sono loro stesse sempre, nella vita di ogni giorno, come nelle grandi occasioni. Che non fingono, che se sorridono non è per fare finta, ma perché davvero sono nella pace, che se ti danno una pacca sulla spalla è perché davvero ti vogliono bene e sei importante per loro, e non per consolidati e finti modi di fare.

Questi atteggiamenti sono quelli che rafforzano la nostra vita, che ci consolano, che in qualsiasi momento, lieto o triste, sappiamo che non siamo soli, mai, e che oltre a Dio, se ci crediamo, ci sono altri che camminano insieme a noi.

E Gesù ha fatto proprio questo: è stato se stesso, è stato uno di noi in tutto, ha condiviso tutto ciò che ci caratterizza, lo ha fatto suo, e pur rimanendo Dio si è reso mio simile. Sulla croce non ci è andato per dire: “guardate come sono ganzo, soffro ma lo faccio per voi, sennò a voi chi ci pensa?” No! in croce, quella croce che spesso dà fastidio, ci è finito solo per dirti: “ti amo, ti amo gratis, non mi devi dire né dare niente, solo accogli il mio amore, e amami, come puoi, così come sei”.

 

Chi è veramente se stesso sa amare se stesso, gli altri, e, uao, anche Dio, perché dice san Giovanni: chi ama è da Dio, perché Dio è amore (1Gv 4,8).

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