Lettera ad un donatore di libri

(Articolo apparso su Vita diocesana pinerolese)

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Forse pensi che regalare un libro che possa risultare gradito e piacevole a chi lo riceve sia un’arte quasi impossibile: non sai se è di suo gusto, se ama quel genere, se preferisce un tranquillo romanzo rosa oppure un noir, se magari ama leggere anche un mattone sostanzioso o se è invece meglio proporgli un libro “da treno”, sottile e maneggevole.
Eppure un libro non è solo carta macchiata d’inchiostro. Credo tu abbia fatto l’esperienza di leggere un libro che va a toccare corde più o meno profonde del tuo vissuto, e di scoprire che anche molto tempo dopo quella lettura, rimangono nella tua mente e nel tuo cuore certi passaggi, frasi, episodi, capitoli o anche solo poche righe. Questo perché quel libro, quella storia, ha scolpito, o meglio plasmato un po’ del tuo essere, non lasciandoti uguale a come ti ha trovato.
Regalare un libro è un po’ tutte queste cose insieme, è augurare che il ricevente possa sperimentare qualcosa di simile a ciò che tu hai vissuto leggendo. Entra in gioco quanto tu conosci quella persona, quanto la frequenti, e quanta sintonia c’è tra voi. Regalare un libro non può essere un regalo “pro-forma”. Piuttosto allora regala un dolce, e non sbagli, a meno che non si tratti di un amico diabetico, e allora non ci siamo un’altra volta…
«So che ti piace leggere per cui ti regalo un libro». Ascoltando una simile frase potremmo pensare: «E ora che libro mi verrà appioppato?» Perché regalare un libro a caso, è come a regalare un elenco telefonico, non sarà mai letto, e occuperà indebitamente lo spazio vitale altrui. Il primo passo per regalare un libro è conoscere la persona, amarla, volere il suo bene, avere un rapporto di amicizia e di condivisione. Il secondo passo è voler donare a questa persona non mezzo chilo di carta stampata, ma qualcosa di te, qualcosa che hai vissuto in prima persona… un pezzetto della tua vita, affinché questa possa diventare parte della sua vita. Deve essere un libro che hai già letto? Anche, ma non solo. Potrebbe essere il libro di un autore o di un genere letterario da te conosciuto e amato. Mentre una sciarpa è solo una sciarpa, un libro può diventare un pezzetto della propria vita, può essere letto e riletto, imprestato, consigliato. Un libro è davvero un regalo importante!
Altra considerazione non secondaria: il motivo del regalo. È vero che non ci devono essere ricorrenze particolari per fare un regalo, ma si sa, siamo legati a tradizioni, usi e costumi. Natale è l’icona del regalo, da scambiare tra parenti, amici, conoscenti, vicini di casa, e vuole indicare la gioia di un evento così unico: l’Incarnazione del Verbo. Il regalo è un modo per dire «Ti voglio bene, e desidero per te il meglio, questo dono sia espressione di questo affetto». Regalo significa fare festa insieme, uscire dall’io e realizzare il noi, lasciarci sopraffare dall’amore ed essere travolti dal suo vortice. Senza fare forzature, è partecipare all’azione stessa di Dio, che diventa uno di noi, «Dio con noi». Diventiamo anche noi meno chiusi in noi stessi, e ci facciamo dono d’amore.
Anthony Robbins afferma «Compiendo semplici atti di gentilezza nei confronti degli altri, non possiamo fare a meno di elevare noi stessi». Se quel libro ci ha in qualche modo cambiato la vita, regalandolo sarà di aiuto a chi lo riceve, ma ci aiuterà ancora una volta, insegnandoci a non monopolizzare un’esperienza o un’emozione.
Termino con un augurio, che è il mio regalo per il prossimo Natale “Come Gesù tu possa essere il sorriso per chi ami, ma anche per lo sconosciuto che incontri per strada. Buon Natale e buoni libri!”.

Luca Rubin

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