Non fate della casa del Padre mio un mercato

Gv 2, 13-22

scourgingsin1218111[1]Oggi celebriamo la Dedicazione della Basilica Lateranense, madre di tutte le chiese del mondo, la prima ad essere consacrata; ecco perché viene ricordata con una festa tutta sua. Ma non sono solo pietre e mattoni.

Il vangelo ci presenta Gesù che fa le pulizie in chiesa. Se notate, almeno nella prima parte vengono descritte tante azioni di Gesù, ma neanche una sua parola: caccia i mercanti, fa uscire gli animali, ribalta i tavoli dei cambiavalute e getta a terra il denaro, si fa anche una frusta! Nel silenzio più totale Gesù mette ordine nella sua casa, e solo alla fine dice: “Portate via di qui queste cose e non fate della casa del Padre mio un mercato.”

Non è solo educazione e decoro delle cose pubbliche. E’ volontà. Se io voglio, desidero una cosa, farò di tutto per ottenerla, investirò le migliori energie, fino ad esserne sfiancato. Il mio obiettivo avrà la priorità su tutto, e tutto il resto sarà in sua funzione. Se invece non ho un obiettivo, beh allora tutto si fa più spento, senza sforzi, e inizio ad accumulare variegati interessi, spesso tra loro in contrasto, con cui disperdere le mie forze. Questi sono i mercanti, i cambiavalute da noi assunti, ospitati nella nostra vita! Sono questi gli animali che occupano un posto non loro. E allora non ci capisci più niente, vai avanti per forza d’inerzia, cerchi di soddisfare un po’ tutti: mercanti, cambiavalute, animali… ma non è più vita.
Arriva Gesù e scuote la testa: così non va proprio bene, non ci siamo! E inizia la sua opera di pulizia profonda, di ordine, per ridonare alla tua vita la dignità che ti sei giocato con tutto questo import-export. Gesù agisce in silenzio perché se avesse parlato tu non lo avresti neppure sentito, tra quei muggiti e belati che riempiono (o svuotano) la tua vita.
Non fare mercato. Non svendere la tua vita per ciò che non è vita, non imbrattare la casa di Dio con ciò che non è suo. La casa di Dio è il tuo cuore, che tu lo voglia o no, Lui è lì, presente. E allora riscopri il tuo centro, trova un senso, il senso dei tuoi giorni.
Gli chiedono: “Quale segno ci mostri per fare queste cose?”. Il segno è il Corpo di Gesù, il segno è l’Eucaristia, quel semplice pane spezzato che rimette ordine ed essenzialità nella tua vita. Dio dona il suo Figlio perché tu possa respirare aria pulita, perché tu possa gioire della sua compagnia, ogni domenica, ogni giorno, in un cammino che è gioioso, doloroso e glorioso, come i misteri del Rosario. E la luce? Quella c’è sempre, basta che io e tu apriamo gli occhi. Hai visto che pietre e mattoni centravano poco?
Buona domenica!

Condividi:

Next Post

Previous Post

Leave a Reply

© 2017 Luca Rubin

Theme by Anders Norén