Chiamare, ascoltare, vedere

Le letture di questa domenica possono essere sintetizzate con questi verbi: chiamare, ascoltare, vedere.
Nella prima lettura possiamo ascoltare la vocazione di Abramo, e notiamo subito la sua obbedienza a Dio che gli chiede di lasciare tutte le sue sicurezze: terra, parenti, casa, tutto! Lascia tutto e va, dove ti indicherò. In epoca di navigatori, in cui è pianificato anche il più piccolo spostamento, possiamo capire ancora meglio la richiesta alta che Dio rivolge ad Abramo. Abramo si fida e si affida, si mette in viaggio per raggiungere quella felicità che Dio gli ha prospettato. Eh sì, perché se Dio chiama è perché ama, disse don Tonino Bello, e chi ama, vuole il bene e la gioia dell’amato.
La seconda lettura ripresenta, arricchendolo, lo stesso concetto: “Dio ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa” ci a salvati, e quindi ci ha donato la gioia, e ci ha chiamati: vediamo allora che tutto il piano di Dio è un piano di amore e di gioia, di felicità? Fuggiamo ci dipinge Dio diversamente!
E poi il brano del Vangelo, meraviglioso! Anche qui i tre verbi si ripetono: chiamare, vedere, ascoltare. Gesù che chiama i tre discepoli, questi vedono la luce sfolgorante e ascoltano la voce del Padre. Possiamo cogliere una nota profondamente umana nelle parole di Pietro: “Signore, è bello per noi essere qui”, è la paura del cambiamento che fa parlare il primo papa, immerso in quella luce meravigliosa, non vuole pensare a quando tutto tornerà normale, ordinario. E allora pensa a tre capanne, luogo temporaneo in cui abitare! Ma non riesce neanche a finire la frase, che ascolta la voce del Padre: “Questi è il Figlio mio, l’amato”, Cadono i discepoli e cadono tutte e tre le capanne davanti alla bellezza di Dio, e alla meravigliosa dolcezza della sua Voce, che scompagina le nostre misere certezze e porta aria nuova nelle nostre angusti e bui nascondigli. E dopo la voce del Padre, viene a consolarci la voce del Figlio, Gesù: “Alzatevi e non temete”, non ripiegatevi su voi stessi, ma ben dritti contemplate la luce di Dio, abitando quella stessa fiducia di Abramo. Non abbiate paura del cambiamento, non lasciatevi piegare dal futuro, ma illuminati e accesi dalla Parola di Dio, camminate nella fede e nella fiducia.
Conclusione: “Rimase Gesù solo” dopo ogni esperienza, dopo ogni fatica rimane solo la Parola eterna del Padre. In ogni evento della nostra vita custodiamo ciò che di veramente eterno rimane: Gesù, e Gesù solo. Buona domenica!
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