Pagina di vangelo: Mt 5, 17-37
Questa pagina di vangelo può apparire come un muro, e non solo per la sua lunghezza. Davanti a un muro ci si può abbattere, si può inveire contro chi lo ha costruito, oppure si possono cercare passaggi, porte e finestre che permettono di attraversarlo e vedere oltre. Io ci ho trovato una porta, grande e solenne, quattro finestre e ben tre citofoni. Andiamo!
Non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento
Il portale d’ingresso. Abolire può essere tradotto in due modi: distruggere, cancellare, oppure fermarsi per la notte durante un viaggio. Gesù chiarisce fin da subito che non è venuto a distruggere e tanto meno a fermarsi: al Maestro piace camminare, e attraverserà la notte del mondo; quella notte sarà la sua notte. Tutto ciò che Gesù di Nazareth incontra lungo il suo percorso non diventa una comoda poltrona o un soffice cuscino, ma è accolto come un invito a procedere, ad affrettare il passo, affinché quella situazione non venga distrutta o eliminata (il passato non lo si può, non lo si deve eliminare, mai), ma portata a compimento.
Dare pieno compimento. L’azione di Gesù è riempire, portare a termine, realizzare. È Lui, il Verbo fatto carne, a realizzare pienamente questa umanità, così gloriosa e al contempo così povera. «In Lui il Padre ci ha detto tutto e ci ha dato tutto», scrive san Giovanni della Croce.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio
Prima finestra. Se tutti ci accendiamo di sdegno davanti a un omicida, non sempre facciamo lo stesso davanti a chi si infuria con qualcuno. Il verbo “adirare” è lo stesso usato per il fratello maggiore della parabola del figlio prodigo: «Egli si indignò e non voleva entrare. Suo padre allora uscì a supplicarlo» (Lc 15,28). L’atteggiamento indicato da Gesù non è lo sbotto di un momento, ma un sentimento negativo persistente. Come l’omicida, anche chi si adira uccide: se stesso e gli altri. Questa finestra ci aiuta a fare chiarezza ed essere decisi a non fermarci nel buio della nostra vita, ma ad attraversarlo e, piano piano, illuminarlo.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono
Un primo citofono. Entrare dalla finestra non è facile: conviene citofonare e farsi aprire la porta, riconciliarsi. Questo verbo compare solo qui nel Nuovo Testamento e significa, letteralmente, “cambiamento totale dell’esperienza”. Solo così puoi incontrare l’altro non come nemico, ma come fratello. Solo dopo questo cambiamento radicale il dono fatto a Dio sarà gradito; soprattutto sarà vero, e non un teatrino. Non solo non uccido, non solo non mi adiro, ma incontro il fratello e offro a Dio questo totale cambiamento: il dono più bello.
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore
Seconda finestra. Anche su questo argomento siamo tutti ferratissimi, e giudici spietati contro chi tradisce l’unità della coppia. Poi, al «Ma io vi dico» che porta a compimento, rimaniamo senza parole: un desiderio mal posto è già adulterio. Lo stesso verbo è usato da Gesù durante l’ultima cena, quando disse ai suoi: «Ho tanto desiderato mangiare questa Pasqua con voi» (Lc 22,15). In ogni essere umano abita una miriade di desideri: alcuni luminosi, altri oscuri. Questo portare a compimento di Gesù non è estremizzare il senso di colpa, ma liberare il cuore dell’uomo e della donna da ogni legame e intralcio, permettendo una vita più bella, più pulita.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te
Un secondo citofono. Come fare a gestire questi desideri negativi? Qualcuno disse che l’unica soluzione per non cadere in tentazione è fuggire. Togli via da te la causa stessa del desiderio cattivo, occhio o mano che sia; abbi il coraggio di disfartene completamente. Non permettere che un desiderio deturpi la tua vita e quella altrui. Il Vangelo conduce la tua vita a un dono totale e continuo: segui il Maestro.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio
Terza finestra. Un atto formale, un timbro e via: hai divorziato. Non entro nel merito delle situazioni personali; resto alle parole del Vangelo. Gesù dice, in sostanza, che le tue azioni hanno sempre una conseguenza e, anche se tutto è stato fatto secondo procedura legale, questo non impedisce che si creino altri danni. Mentre la legge di Mosè prescriveva una semplice norma, Gesù va a tutelare la vita delle persone.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto
Quarta finestra. Il giuramento è l’atto con cui si invoca la divinità a testimone della verità di quanto si afferma, richiamando su di sé la maledizione divina nel caso di menzogna. Ma perché farlo? Che senso ha? Nessuno. Gesù viene per liberarci da questi intrighi. Non giurare il falso? No: non giurare affatto. Vola alto, non ridurre Dio a tuo uso e consumo. Guarda un po’: c’è un citofono…
Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno
Terzo citofono. Mentre il giuramento delega qualcun altro a testimone di quanto si dice, il «Sì, sì», «No, no» è tutto sulle tue spalle: è vocazione alla responsabilità. Non sei più un bambino che chiama il papà per farsi difendere, ma un adulto che parla in prima persona ed è disposto a metterci la faccia, non quella di un altro, foss’anche Dio in persona. «Il di più»: tutto il resto è noia, direbbe Franco Califano. Ma Gesù porta a compimento anche questo: tutto il resto è male. Il mio sì e il mio no. Non c’è altro.
No, non ti fermi per la notte. Il Maestro prosegue. Stagli dietro. Suona tutti i citofoni, apri tutte le porte, guarda attraverso tutte le finestre: vedrai la piena realizzazione del piano di Dio.
La tua piena realizzazione.
La tua felicità.
