Sacerdote per sempre.
Anche tu che non ce la fai: che lasci, ti ribelli e disobbedisci.
Sacerdote per sempre come il Santo Curato d’Ars, come don Bosco, come le migliaia e migliaia di ministri dell’altare e del confessionale che incarnano ogni giorno quelle parole: «questo è il mio corpo, questo è il mio sangue».
Sacerdote per sempre come l’ultimo prete di questo mondo, sconosciuto e isolato tra i monti o in una sperduta missione d’Africa, che celebra a volte da solo, ma celebra: consacra, offre, si immola.
Sacerdote per sempre come un padre che aspetta il figlio ribelle sull’uscio di casa, pronto ad abbracciare, a consolare, a perdonare. Quella stola, ormai parte del suo corpo e della sua anima, è Cristo stesso.
Sacerdote per sempre, anche quando costa terribilmente, anche quando lasci. Anche quando smetti di esercitare, anche quando ti spogli dei segni, anche quando ti allontani. Il ministero può tacere. Il carattere no.
Sacerdote per sempre, sigillo indelebile e glorioso di un Amore totale, riversato nella tua vita per il bene del mondo.
