Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Era nel mondo
e il mondo è stato fatto per mezzo di lui;
eppure il mondo non lo ha riconosciuto.
Venne fra i suoi,
e i suoi non lo hanno accolto.

Gv 1,9-11

Veniva nel mondo la luce vera. Perché: esistono luci finte? Quante ne vuoi! Quelle luci che attraggono, che ti seducono, ti innalzano nel vuoto del loro bagliore e poi ti sbattono a terra, esausto e vuoto, nel buio più totale. Sono luci a buon mercato, quelle che “fa figo e non impegna”. Certo, non impegnano, ti rovinano e basta, che vuoi di più?

Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Quindi mi stai dicendo che esiste una luce vera, che non illude, che non mi rovina? Una luce che invece di sbattermi di qua e di là orienta la mia vita, la rende bella e realizzata? Già, proprio così. Attento però: non è una grande luce, niente di appariscente, nessun effetto speciale. Unja luce che si muove, cammina, ma è una luce discreta, piccola, tipo quella dello smartphone quando devi trovare la toppa della chiave oppure per rassicurarti di non inciampare in qualche scalino. Una luce molto concreta e pratica, che si incarna nelle fibre della tua giornata.

Il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Ci lasciamo guidare solo da WOW, dal SUPER, e l’ordinario diventa insignificante. Eppure, su 365 giorni, la maggior parte è vita ordinaria, lavoro, casa, spesa, figli, impegni, cose da fare… La luce vera è presente per accompagnare questi giorni, è la luce che accendi la mattina appena sveglio, è la luce di quando ti fai il caffè, è la luce del traffico mentre vai a lavoro, è la luce un po’ grigia dell’ufficio, è la luce dell’amico che incontri. Queste piccole luci sono la trama della presenza di chi ti ha fatto, di chi ti ha creato, e non ti lascia solo, neanche nel più no dei tuoi giorni.

Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. Senza mezze misure. Se non riconosco, non accolgo. Se non conosco non saluto, non rivolgo la parola, non mi relaziono, non entro in contatto. Ahimè, spesso rimaniamo al buio perché non riconosciamo, non conosciamo di nuovo, per cui quella luce che ci viene offerta rimane sola, sprecata, inutilizzata.

Contempliamo la luce vera, piccola, ordinaria, ma che realizza la nostra vita. Che tu possa vivere l’opposto di questa Parola: ho riconosciuto, ho accolto, ho amato.

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