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Desiderio di crescita

La fede è un seme che cresce, un albero che porta frutto e un servizio umile vissuto con gioia: la fede sei tu, nella tua relazione viva con Dio.

Pagina del Vangelo di riferimento: Lc 17,5-10

Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!»

Questa richiesta accomuna ogni essere umano, anche chi si professa ateo, anche chi è arrabbiato e ferito con – e a causa della – Chiesa. La fede non è credere a dogmi imposti da una religione, ma adesione del cuore, della mente, di tutta la propria esistenza alla presenza di Dio, alla sua provvidenza, al suo amore. Accrescere significa aggiungere, mettere insieme per uno scopo, portare a maturazione. La fede non è un diploma o un attestato da incorniciare e appendere in soggiorno, bensì una pianta da seminare, irrigare, curare, potare. La fede cresce con te, la fede sei tu, non una cosa esterna a te.

Come un bimbo desidera crescere e diventare “alto come papà”, anche tu porti dentro di te questo desiderio, che non si spegne mai, neanche in tarda età. Diventare grandi è una legge di natura, scritta in ogni fibra dell’essere vivente. Desiderio di crescere e fede si incontrano meravigliosamente, e fecondano la vita del credente: non dell’indottrinato, non dell’integralista, ma del credente, che vive e sperimenta in sé ciò che crede grazie alla fede, e la cui stessa vita diventa presenza di Dio per gli altri.

Espressioni tipiche: “Non ho fede”, “ho poca fede”, “non riesco a credere”, “ho perso la fede”, “vorrei avere più fede”, “sarebbe bello credere”. Tutte queste frasi sono espressione di un desiderio di crescita (tanta, poca, debole, forte, assente), che però non si incontra con la vita, non diventa carne e sangue, ma rimane idea. E l’idea, una volta espressa, svanisce senza lasciare traccia. Se invece l’idea si incarna, presto o tardi sboccerà qualcosa: la tua vita esprimerà questo desiderio non solo a parole, ma attraverso atti concreti, fatti tangibili, opere quotidiane che cambieranno te e il mondo. L’idea diventerà vita concreta, e la vita porterà frutto.

Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sradicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe

Ecco la risposta di Dio al tuo desiderio di crescita: ti mette in mano un semino, piccolissimo, come il puntino di una i. E in questa piccolezza sono contenute due possibili letture:

  • La fede, piccola come un granello di senape, eppure sufficiente, anzi sovrabbondante.
  • La fede di un granello di senape: esso, per quanto piccolo, contiene tutte le potenzialità e l’energia per diventare un grande albero e portare frutto.

In entrambi i casi questo seme non deve fare cose strane, non deve compiere prodigi, ma semplicemente essere se stesso: oggi un granello di senape, domani una pianta che porta frutto. Ecco la fede: essere te stesso, senza strane e inutili sovrastrutture. Mi viene in mente don Bosco quando diceva: “Se Dio è con noi, siamo la maggioranza!”. L’incontro tra il Creatore e la creatura è il segreto del successo, a tutti i livelli.

Il grande albero obbedisce al semino? Certo, perché il seme contiene tutto il necessario per crescere e moltiplicarsi: senza semino, l’albero maestoso non ci sarebbe. Se io sono me stesso, e con tutto me stesso vivo la relazione con Dio, mi sarà possibile tutto. Non significa che potrò fare miracoli o magie, ma che con Dio potrò attraversare anche la notte più buia, il dolore più grande, la malattia e la morte: nulla mi sopraffarà, perché io e Dio siamo la maggioranza. Rimarrò in piedi nonostante tutto, perché Dio rimane vicino.

Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”

Come il grande albero obbedisce al semino, così il servo obbedisce al padrone: fa ciò che deve e poi si mette tranquillo, senza sbandierare il suo operato. Fede è essere se stessi, in relazione profonda con Dio, nell’umiltà. Siamo servi che fanno il loro dovere, e non ci spaventi l’“inutilità” di cui parla Gesù: essa è la custodia migliore del bene che abbiamo compiuto. Come a una madre, dopo aver dato alla luce il proprio figlio, viene reciso il cordone ombelicale, così anche tu, dopo aver compiuto il bene, recidilo dalle tue mani. Non trattenerlo: non è tuo, non lo è mai stato. Sei stato strumento di bene, ora lascia che il bene cammini da solo. In questo atto di espropriazione il tuo cuore sarà sereno e le tue mani libere per fare altro bene.

Il semino, il grande albero, il servo umile: fede è il piccolo seme che si affida, è il grande albero che porta frutto, è il servo che obbedisce con gioia alla voce del Signore. Tre atteggiamenti tutti da vivere. La fede sei tu.

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