Tratti di strada, conferme e smentite: tu che dici?

Chi dite che io sia? Lc 9,18-24

Hai finalmente trovato un momento solo tuo, di distensione, di pace, di preghiera silenziosa. In riva a un mare ancora deserto, oppure camminando in mezzo al bosco, e inizi a pensare: chi sono io per me stesso? chi sono io per gli altri? Chi sono io per i miei cari? Non sono paranoie, o domande da allucinati, ma quesiti che sgorgano dal centro di te stesso, e ti rimettono al centro, ti ridanno un’identità, un volto. Sì perchè la vita quotidiana spesso ti sfigura, così preso dai ritmi frenetici, e dal voler fare tutto nel minor tempo possibile, perchè ci sono sempre tremila cose da fare e da pensare….

Le risposte a queste domande non sempre sono giuste: sappiamo bene che la gente ti dipinge come non sei, ti carica di caratteristiche non tue, con la pretesa di definirti. Oppure qualcun altro, che ti vuole bene, è più veritiero nella descrizione, ti conosce meglio, ti vuole bene, e quello che dice di te ti torna come una carezza. Esiste anche qualcun altro, anche se capita raramente, che sa comunicarti fedelmente chi sei: ne rimani sorpreso, stupito, e dici: “come hai fatto a capirlo?” Normalmente davanti a questa rivelazione, fai entrare ancora più in profondità la persona che ti ha dato questa risposta così veritiera, svelandole elementi della tua vita, spesso dolorosi, che ti hanno reso quello che sei.

Il condividere pezzi di sè, porta a una comunione via via più profonda e intima, tuttavia qualche volta può capitare che queste dinamiche allontanino da te delle persone care, che non accettano, che fanno fatica a vivere quelle parti dolorose che la vita spesso ci offre. La soluzione è saper andare oltre, saper colmare con l’affetto gli abissi scavati dal dolore, saper accogliere tee stesso e l’altro per quello che siete, e proseguire insieme la strada iniziata, aiutandovi vicendevolmente.

Dopo qualche tempo ti renderai conto che la strada percorsa ti ha cambiato: non sei più chiuso nel tuo orticello pensando ai fatti tuoi, ma sei diventato la spalla di chi zoppica, gli occhi di chi è cieco, il sorriso di chi è triste, la pacca sulla spalla per un amico impaurito, la stretta di mano per chi ha un momento di crisi. Insomma: la tua vita non è più solo tua.

Adesso fai un esercizio: rileggi il vangelo di oggi e vedi cosa c’entra tutto quel che ti ho detto. Il vangelo diventi per me e per te vita vissuta: solo così ha senso, sennò rimane un libro come tanti altri.

Buona domenica!

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