Le tue dita tintinnano
sui vetri dei miei giorni
l’alone del tuo respiro è velo
mentre continuo a guardare.

Sei finestra e cielo
quiete e fermento
memoria scolpita
di un oggi senza notte.

In un riflesso
di vite intrecciate
annodate e disciolte
occhi mi guardano, in pace.

Pace che pur morde il cuore
e lenisce ferite
da lei inferte:
sarà come ritrovarti.

Luca Rubin
Photo: Raffaele Diegoli


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