Novena di Natale/7: BETLEMME

La Novena di Natale 2017 sarà un ritorno alle origini, perché mediteremo sul testo del “Regem venturum Dominum”, conosciuto come “Canto delle Profezie”, composto da un missionario vincenziano a Torino nel 1720. Il testo ovviamente fa riferimento alle profezie bibliche, in particolare del profeta Isaia.

 

22 dicembre – settimo giorno della novena di Natale

 

Da te Betlemme, città del sommo Dio,
da te uscirà per Israele il dominatore.
Egli scaturisce dall’eterno Dio
e apparirà glorioso nel mezzo della terra,
la sua venuta instaurerà per sempre la pace.
(Michea 5,1)

 

Dio necessita di uno spazio e di un tempo per incarnarsi, per diventare un abitante di questo mondo. Non ha scelto di essere presente ovunque, spiritualmente, ma, volendo essere in tutto come noi, ha dovuto nascere in un unico luogo, in un momento preciso, e con la modalità comune a tutti gli esseri umani: la gestazione e il parto. Nelle ultime ore prima del Natale soffermiamoci a pensare a come Dio, l’infinito ed eterno, si fa limitato nello spazio e nel tempo.

L’incarnazione ha una legge spietata, se ci pensiamo: “costringe” Dio a vestire i panni stretti dell’uomo, lo obbliga a camminare la strada di un essere umano qualunque, in un luogo qualsiasi, senza chissà quali segni di riconoscimento. Dio che si fa uomo: siamo talmente abituati a sentirlo dire, da secoli, che ci sembra tutto normale e scontato, se non addirittura favolistico e mitico. Basta guardare la povertà immensa in cui è nato, per cogliere la divina assurdità dell’incarnazione; basta guardare il crocifisso per capire quanto questa legge dell’incarnazione sia dura e senza sconti per nessuno, men che meno a Dio.

Davanti ai presepi delle nostre case e delle chiese fermiamoci a pensare con la mente e col cuore, lasciamoci plasmare da questo amore così umano e così divino al tempo stesso, lasciamo che Betlemme porti via da noi quelle copertine lucide di buonismo e ci doni il cuore dei Santi Sposi Maria e Giuseppe, che cercano anche loro, di seguire Dio, il loro Figlio, in questo pazzo viaggio nell’umanità. Un’umanità voluta, desiderata, ricercata e realizzata, per amore.


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