Mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». 

Mt 26,26

Il mulino del villaggio è, come il pozzo, luogo fondamentale che fornisce gli abitanti di un servizio vitale: la macina del grano. In questo villaggio assume un significato ancora più forte: infatti Betlemme significa “casa del pane”: il Figlio di Dio troverà in questo villaggio una casa per chi non ha casa, un pane per chi non ha cibo. Lui che userà diverse volte la metafora del pane e del chicco di grano, Lui che sazierà le folle con la moltiplicazione del pane.

Grano, farina, pane: un processo faticoso, che chiede energie e risorse, lavoro e impegno. E’ la logica dell’incarnazione, della quale non siamo spettatori passivi, ma primi protagonisti, insieme con Lui.  San Girolamo scrive: “Felice chi ha Betlemme nel suo cuore, nel cui cuore, cioè, Cristo nasce ogni giorno! Che significa del resto “Betlemme”? Casa del Pane. Siamo anche noi una casa del pane, di quel pane che è disceso dal cielo.

Pane di vita
che sazia,
rinvigorisce
e rinnova le mie forze.

Sei Tu l’atteso
il desiderato,
l’invocato.

Tu stesso desideri me
la mia compagnia
desideri il mio dire
il mio fare il mio essere
Tu che mai ti stanchi
di essere Dio vicino.

Luca Rubin


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