Trema, o terra, davanti al Signore,
davanti al Dio di Giacobbe,
che muta la rupe in un lago,
la roccia in sorgenti d’acqua.
Salmo 114,7-8

Presente in tutti i presepi, il laghetto è realizzato con un piccolo specchio, se non addirittura con acqua vera, circondato da muschio e arbusti. Il lago è un luogo calmo, l’acqua, pur non essendo ferma, da un senso di pace, di tranquillità. Nel presepe esso ospita animali acquatici, come oche e anatre, e spesso è dotato di un ponte, che consente il suo attraversamento. 

Il salmo citato ci dice che il lago era una rupe, alta e solida, irraggiungibile, forte e inespugnabile. Ora è un placido specchio d’acqua, che dona serenità a chi lo contempla: potrebbe essere questa la metafora del lago: lasciarci trasformare dall’amore, non aver paura di essere plasmati, e vivere un cambiamento. La trasformazione è sempre un lungo processo, sovente attraversa tenebre di dolore, ma se vissuto nella fede e nella certezza che Dio è al nostro fianco, ci troveremo a contemplare l’alba di una vita nuova, trasformata, migliore. 

Ho attraversato un grande lago
mi sono specchiato in esso senza riconoscermi
ho camminato e camminato ancora
per cercarmi, per cercarTi. 

Tu hai camminato con me
hai rispettato la mia ricerca
hai plasmato il mio cuore
e dato forma a un me rinnovato
che riconosce Te in me
e io in Te. 

Luca Rubin


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