Dov’è colui che è nato?

La pagina di Vangelo: Mt 2,1-12

Vuoi una sintesi dell’Incarnazione e delle sue conseguenze? Leggi questo brano del vangelo. Se la stella (cometa?) è un elemento irrinunciabile in ogni presepe che si rispetti, nell’episodio dei Magi vi sono tutti gli ingredienti per vivere il Natale del Signore come il punto di inizio di un cammino, umano e cristiano insieme.

Nato Gesù a Betlemme di Giudea...:

è un dato storico, incancellabile: Gesù è davvero nato, c’è, vive. Questo “nato” è un verbo che dà luce e movimento a tutto il vangelo, a tutta la storia della salvezza. Nato è l’occhio del ciclone creativo che trasforma tutto l’universo e che rende Dio vicino, toccabile, partecipe. Da questa azione precisa e puntuale avranno origine tutte le altre, contenute in questa pagina di vangelo.

Alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: Dov’è colui che è nato?

Questo evento coinvolge i personaggi che il vangelo avvolge nel mistero, e che la tradizione ha cercato di svelare, numerandoli e nominandoli. E invece no: alcuni: è un termine che lascia aperte tutte le possibilità di partecipazione, e allora possiamo metterci anche io e te tra loro. Per essere uno di loro si deve camminare, molto, camminare, ricercare, chiedere, sperare, rimanere delusi e sperare ancora. La domanda dei magi è “Dov’è”, non “Chi è”: questi uomini desiderano fare esperienza, incontrare, sentire il vagito di quel bimbo, vivere sulla loro pelle il freddo, le privazioni, la mancanza.

Il frutto più bello dell’Incarnazione del Verbo è questo atteggiamento di Dio che rende partecipi per poter vivere con Lui questa esperienza unica e irripetibile. Ecco perché il Natale è solo il primo passo di un lungo cammino, che non avrà più fine: la nascita del Signore è il perché di tutta la fede che si dispiega nei secoli, nei millenni, in tutte le sue forme.

A Betlemme di Giudea.

Ecco il dove, la meta, ma non il traguardo. In quella piccola e insignificante borgata ti attende Dio e tutta la sua fantasia. Dio si fa piccola creatura in un piccolo luogo. Lui ti attende là dove mai avresti pensato, là, il luogo della miseria, della vergogna, là è quel luogo della tua vita che tu non riesci neppure a nominare, quel luogo che tu eviti, ignori, tenti di cancellare. Dio abita proprio quel luogo, e la sua luce ti invita, ti prende per mano: “Vieni, vieni con me, ci andiamo insieme nella stalla di Betlemme, non temere”.

La stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima.

Una della antifone maggiori dell’Avvento, quella del 21 dicembre, così ci fa pregare:

O astro che sorgi,
splendore di luce eterna,
e sole di giustizia:
vieni ed illumina
coloro che siedono nelle tenebre,
e nell’ombra della morte.

La stella vista dai magi è Gesù Cristo stesso, che precede e guida coloro che lo ricercano, i pellegrini del dove. Questa stella è anche metafora della tua fede, che può vacillare, la nuvola della stanchezza e del dolore può nasconderla, ma è una stella che rimane per sempre nel tuo cielo. E’ notte, il cammino è più faticoso, ma quella stella davanti ai tuoi passi ti rincuora e ti incoraggia: avanti, procedi nel cammino, Dio è fedele!

Videro il bambino con Maria sua madre.

Il dove tanto ricercato è ora raggiunto, i magi vedono, fanno esperienza fisica dell’evento, e divengono così testimoni oculari. Videro il bambino e sua madre, videro la vita! Dio ti accompagna sempre in un luogo di vita, mai di morte. “Se anche camminassi in una valle oscura tu sei con me” prega il Salmo 22: la fatica, il dolore, la morte è solo una tappa verso la vita, e se tieni stretta la mano di Dio, Lui ti condurrà, come ha condotto i magi.

Si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni. 

Si inginocchia colui che non intende andare oltre, e si ferma in stupita adorazione.  I magi non solo si inginocchiano, ma si prostrano: il dove dona loro il chi, il lungo cammino dona loro la presenza del cielo sulla terra. Essi vivono il silenzio di Betlemme, divengono loro stessi custodi del silenzio, adoratori del progetto di Dio, Dio stesso divenuto realtà davanti ai loro occhi.

Poi aprirono i loro scrigni.

Gesù bambino a s. Angela da Foligno disse: “Chi non mi ha visto piccolo, non può vedermi neanche grande. Sono venuto a donarmi a te, donati anche tu a Me!” I doni dei magi sono la metafora di una vita donata alla ricerca, alla contemplazione, all’adorazione del Signore. Il tuo scrigno contiene tutto te stesso: regalalo a quel bimbo, sii il suo giocattolo, la sua gioia, sii il generatore del sorriso di Dio, porta quel sorriso nella tua e altrui vita, sii tu stesso incarnazione dell’amore.

Per un’altra strada fecero ritorno.

L’incontro con il dove di Dio ti cambia, sempre. E se la razionalità ti vorrebbe condurre per le solite strade, ormai l’esperienza che hai vissuto ti indica strade nuove, inesplorate, strade che non conducono al palazzo del potente Erode, ma che ti avvicinano a chi ha fiducia in Dio, a chi continua a sperare nonostante tutto. Questa strada ‘altra’ ti donerà ogni giorno mille occasioni per vivere il vangelo di Betlemme: umiltà, accoglienza, povertà, gioia, luce… E il Verbo si fece carne, e continua ad abitare in mezzo a noi.


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