Credo, Signore!

Domenica laetare

Questa Domenica chiamata “Laetare”, (potremo tradurla “Domenica della gioia”), è una delle più celebri dell’anno. In questo giorno la Chiesa sospende le tristezze della Quaresima; è consentito sostituire i paramenti violacei con quelli rosa. La Chiesa manifestando la sua allegrezza nella Liturgia, vuole gioire per il cammino sinora fatto e stimolare l’ardore a proseguire fino alla fine.
Il Vangelo di oggi ci presenta un miracolo del Signore: un uomo cieco dalla nascita è risanato. Possiamo cogliere qualche spunto di riflessione. Innanzitutto un controsenso: prima Gesù “sporca” questa persona col fango e poi gli dice “Va’ a lavarti”. Se il cieco si fosse messo a discutere con Gesù su questo controsenso, non avrebbe mai riavuto la vista e sarebbe andato via scuotendo la testa, magari inveendo contro questo strano personaggio. Un po’ come noi quando diciamo: “Ma che senso ha?!” Teniamo a mente questo e procediamo. Il cieco si fida di Gesù, va a lavarsi e riacquista la vista. Quando gli chiedono il com’è avvenuto questo miracolo, lui risponde: “Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo”. Da queste parole si evince che neppure lui forse ne ha colto il senso, ma constata ciò che è successo, senza crearsi troppi problemi. Infatti, continua dicendo “Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedo” potete dirmi tutto quel che volete ma i fatti sono questi! Partendo dal non senso, si è fidato (davvero ciecamente!) e ha riacquistato la vista. Eppure il miracolo più grande non è questo. Dopo la guarigione Gesù lo incontra nuovamente e gli chiede: “Credi nel Figlio dell’uomo”? Cioè: Credi in Me, credi che io sono Dio? E lui, candidamente risponde: “E chi è, Signore, perché io creda in lui?”. Gli disse Gesù “Lo hai visto: è colui che parla con te”. Ed egli disse: “Credo, Signore!” In altre parole: io non so neppure chi sei, non ti conosco, so solo che ora ci vedo e questo grazie a te. Credo in te Signore (nei vangeli il titolo “Signore” è un richiamo forte alla risurrezione). Così anche noi: non crediamo perché è giusto credere, perché si è sempre fatto così, perché la mia famiglia è sempre stata cattolica. Credo perché Dio si è manifestato nella mia vita, l’ho potuto vedere e toccare, e anche se non so come si chiama, non so bene come funziona la teologia, tuttavia so con certezza che Dio mi ama, e ha cura di me. Buona domenica della gioia!

Condividi:

Next Post

Previous Post

Leave a Reply

© 2017 Luca Rubin

Theme by Anders Norén