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Gesù percorreva tutta la Galilea (Mt 4,12-23)

Il vangelo di questa domenica è pieno zeppo di indicazioni geografiche: vengono nominate diverse località che hanno accolto la vita, le fatiche, i passi di Gesù. Questi nomi ci dicono che Gesù Cristo non è su una nuvoletta candida a guardarci, ma è proprio uno di noi in tutto, e in quei luoghi ha vissuto la nostra umanità, fatta di limiti, di sofferenze e gioie, di accoglienze e di rifiuti; in quei luoghi ha vissuto la sua umanità di Figlio di Dio e Figlio dell’Uomo, donando tutto se stesso a Dio e agli uomini.

La geografia si interrompe, ed ecco un invito, chiaro e inequivocabile: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini”. Gesù ci chiede di seguirlo in quella cartina geografica, di fare tue le sue strade, di accogliere ogni persona in nome suo, di alleviare un dolore, di asciugare una lacrima e donare un sorriso, proprio come ha fatto Lui. Hai mai provato a essere presenza di Gesù nel tuo ambiente? Non delegare Dio, la Chiesa, la società, gli altri: Gesù invita te, ad essere Lui!

Gesù percorreva tutta la Galilea: il brano termina con un’altra indicazione geografica. L’invito di Gesù non è un invito generico, fatto a tutti, come un volantinaggio anonimo e incolore. Il suo invito è personale, pensato e pregato, si colloca in un luogo e un tempo preciso: il tuo luogo e il tuo tempo. E se è vero che il vangelo è uguale per tutti, è anche vero che ognuno di noi riceve ogni volta le stesse parole di Gesù in condizioni di vita diverse, per cui l’invito andrà a inserirsi in quella particolare situazione che solo tu vivi, e nessun altro: potenza della Parola di Dio che trova sempre nuove vie per incontrare le nostre vite e trasformarle e consolarle!

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